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Pubblicato da Kiro

Aumenta l'uso dello zaffiro negli smartphone

Nel 1812 Friedrich Mohs creò una scala per misurare la durezza dei minerali. Con valori molto bassi, quindi 1, troviamo il talco che può essere modellato con le dita, mentre alla scala più alta, quindi il 10, troviamo il diamante. Come sappiamo il diamante è un pezzo di carbonio sottoposto ad altissime pressioni, fino a comprimere la sua struttura e diventare durissimo. Tant'è vero che un diamante si può lavorare solo usando un altro diamante.

Bene, in questa scala lo zaffiro, che altro non è che una varietà dell'ossido di alluminio, ha un valore di 9, questo significa che è appena sotto il diamante. Questa durezza, avendo a disposizione grandi quantità in natura, ne permettono l'utilizzo in vari ambiti. Per esempio lo si utilizza molto nell'industria di costruzione dei LED.

Un rapporto dello IHS, però, evidenzia un utilizzo sempre più ampio nell'industria degli smartphone. Attualmente il settore telefonico occupa il 5% della richiesta di zaffiro nel mondo, ma questa percentuale è destinata a crescere fino a raggiungere il 20% della torta entro il 2014.

Nel 2012 sono stati prodotti 32 chilometri di lastre di zaffiro, utilizzate soprattutto per le fotocamere degli smartphone. Produttori come Apple e LG coprono i gruppi ottici dei loro smartphone, rispettivamente per l'iPhone e il modello Optimus G2, perché lo zaffiro è molto trasparente, non distorce la luce ed è molto resistente agli urti.

Secondo le analisi di IHS entro il 2016 si arriverà ad 84 chilometri di lastre prodotte. Già da quest'anno la domanda è cresciuta del 70%, portando la produzione stimata a 54 chilometri entro dicembre, grazie alla diffusione dei modelli che ne fanno uso.

In passato lo zaffiro ha coperto modelli di fascia alta, come la linea Vertu, giustificando i prezzi elevati di questi dispositivi.

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