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Pubblicato da Kiro

Una ricerca italiana per realizzare la pelle artificiale con sensori e microchip

Quando si parla di ricerca in Italia si pensa che il settore sia completamente fermo o assente. Si pensa anche che la ricerca esistente sia affidata ai privati con laboratori presso le aziende. In realtà le cose non sono proprio così. L'Italia ha speso quasi 20 miliardi di euro in ricerca e sviluppo nel 2013.

La maggior parte di questi progetti sono presso le università o i centri di ricerca nazionali. Uno di questi si chiama Lit (Istituto Italiano di Tecnologia), dove si realizzano molti progetti, tra cui quello della pelle artificiale.

La pelle è una delle grandi meraviglie della natura. Un uomo ne possiede circa 2 metri quadrati e si rinnova continuamente. In meno di 4 millimetri di spessore ci sono strutture in grado di proteggere gli organi interni, rendere sensibile la superficie per l'interazione esterna, controllare il calore del corpo e assorbire liquidi. Quindi ricrearla non è per nulla un compito facile.

A tal proposito il Lit sta lavorando percorrendo tre vie. La prima riguarda la riproduzione del tessuto elastico in laboratorio. Il professor Paolo Netti, partendo dalla coltura cellulare, ha realizzato un quadrato da 10 centimetri quadrati di pelle umana. Produrne di più permetterà di usarla negli interventi dove serve avere pelle nuova. Operazione che al momento prevede la sottrazione di pigmento dove il corpo ne possiede in eccesso.

Le altre due ricerche, invece, hanno una natura più tecnologica perché prevedono l'uso di sensori e chip. L'obiettivo è rendere la pelle artificiale sensibile quanto quella reale. Il professor Giorgio Metta al momento ha realizzato una superficie che conterrà 4.200 sensori, in modo da diventare sensibile al tocco. La pelle così realizzata potrà riconoscere i diversi tipi di superficie.

La terza ricerca, invece, prevede l'uso di sensori piezoelettrici in grado di rilevare i segnali dall'esterno e produrre, nello stesso tempo, dell'energia di alimentazione. Tutto questo fa uso di nanotecnologie per intervenire sulla struttura molecolare dei materiali.

Speriamo che tra qualche anno l'istituto italiano possa presentare al mondo la pelle artificiale realizzata in laboratorio, portando lustro al nostro Paese.

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