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Pubblicato da Kiro

E' italiano il braccio bionico gestito con la mente

Gli incidenti possono verificarsi in molte situazioni. Quando avvengono ci mostrano quanto sia fragile il corpo umano, nonostante la sua complessità. Fortunatamente la ricerca medica cerca di aggiustare ciò che si può rompere.

Qualche giorno fa abbiamo visto la ricerca italiana sulla costruzione della pelle artificiale sensibile al tocco. Una tecnologica che fa uso di sensori e chip per ripristinare uno dei cinque sensi. Sempre in campo medico, tra l'altro, l'Italia ha partecipato attivamente la costruzione del braccio bionico.

Le cose che rendono speciali questa protesi sono due: la prima è una mano bionica, con tanto di falangi, in grado di aprirsi e chiudersi come le dita. In questo modo è possibile prendere degli oggetti, stringere mani, muovere cose e altro.

La seconda cosa speciale è l'uso della mente per muovere tutto questo. Gli scienziati dell'École polytechnique fédérale de Lausanne (Svizzera) e della Scuola Specialistica Sant'Anna (Italia), hanno realizzato una struttura fatta di sensori.

In pratica alcuni sensori flessibili vengono impiantati vicino ai centri nervosi del braccio. Un centro di elaborazione traduce gli impulsi in comando, distinguendo fino a 4 comandi diversi. I comandi diventano dei movimenti della mano che può, in questo modo, aprirsi e richiudersi quando il paziente lo vuole.

Il primo uomo a vedere la sperimentazione del braccio bionico governato con la mente è Dennis Aabo Sørensen, un uomo danese che perse il braccio per un incidente verificatosi mentre sparava dei fuochi d'artificio.

Al momento questa soluzione non è ancora commercializzabile. I ricercatori dichiarano che ci vorrà ancora qualche anno per miniaturizzare tutto l'apparato e rendere il dispositivo funzionale. Per esempio l'alimentazione del braccio è ancora esterna. Resta comunque un passo avanti nel settore.

Un passo avanti a cui ha contribuito anche l'Italia con la sua ricerca e i suoi scienziati.

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