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Pubblicato da Kiro

Un disco di memoria che dura 1 miliardo di anni

Immaginate un nostro pronipote che tra 1 miliardo di anni vuole scoprire come vivevamo. Sarà sicuramente uno studio molto interessante, se sopravviveremo alla selezione naturale che non ci dà molto vincenti. Uno studio molto ampio: basti pensare che le nostre ricerche che vanno da qui agli ultimi 3.000 anni, hanno portato a materiali fantastici, sia di natura culturale che sociale.

Il problema è trasmettere i nostri documenti e renderli disponibili per gli uomini del futuro. Non credo basterà inserirli nel cloud. Forse è più sicuro creare un pacchetto di dati pieni di testimonianze. Un po' come cerca di fare il progetto Rosetta, gestito dalla Long Now Foundation, che vuole tramandare dei documenti per i prossimi 10.000 anni.

La soluzione al dilemma potrebbe essere rappresentata da una ricerca fatta in Olanda. Jeroen de Vries, dell'Università di Twente, ha effettuato degli esperimenti per costruire un disco in grado di durare fino al prossimo miliardo di anni.

Alla base della ricerca c'è un pensiero importante. Sappiamo che i dati sono in codice binario, quindi formati da serie di 0 e 1. Per evitare che i dati si rovinino dobbiamo evitare che gli 0 e gli 1 si mescolino tra di loro, portando alla corruzione dei documenti che diverrebbero, di fatto, illeggibili.

La soluzione è un disco di tungsteno che resiste alle alte temperature e non si dilata con il cambio della temperatura, a cui si aggiunge una pellicola di nitruro di silicio che evita le fratture. I dati, invece, sono tenuti separati tramite una forza costante di 70 KBT.

La sperimentazione ha portato a buoni risultati. In laboratorio è stato costruito un disco capace di resistere un milione di anni. La sua struttura si è deteriorata quando è stato terminato il processo alla temperatura di 172 gradi.

Costruire il disco da lasciare ai pronipoti, quindi, è possibile. Bisogna risolvere il problema dell'alimentazione della fonte energetica per tenerlo vivo per 1 miliardo di anni. In tutto questo siamo sicuri che tra 1 miliardo di anni le persone abbiano un computer con il quale leggerlo?

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