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Pubblicato da Kiro

L'economia delle app in Italia vale ben 25,4 miliardi di euro

Rischio di apparire di parte, ma sono certo che se il nostro Paese non avesse affossato l'investimento nella banda larga, rimandando quel famoso investimento da 1 miliardo di € per l'infrastruttura, per garantire l'attaccamento delle persone alla TV e vendere più pubblicità su quel mezzo, ad oggi non saremmo in questa difficoltà economica.

Se l'Italia si fosse fatta pioniere nelle moderne tecnologie, introducendo l'insegnamento della programmazione nelle scuole, come stanno facendo negli Stati Uniti oggi, forse avremmo più sviluppatori e meno disoccupati.

Il settore informatico, dei dispositivi mobili e delle applicazioni non è una perdita di tempo. Il Politecnico di Milano ha effettuato uno studio dove è emerso che il mercato delle app, in Italia, ha generato un mercato da 25,4 miliardi di € se consideriamo l'indotto, vale a dire ben l'1,6% del PIL.

Alla luce del fatto che le statistiche governative sperano nel vedere una crescita dello 0,6% del PIL, si comprende bene come qualche punto percentuale in più avrebbe rappresentato una manna dal cielo. Secondo l'Osservatorio Mobile & App Economy, inoltre, entro il 2016 le app varranno il 2,5% del PIL italiano, con una quota di 40 miliardi di euro.

In Italia ci sono 37 milioni di smartphone e 7,5 milioni di tablet, che diventeranno 45 e 12 milioni per la fine dell'anno. Copriranno il 60% delle popolazione, portando internet a 30 milioni di persone. Ogni giorno ciascun italiano spende almeno 75 minuti sugli smartphone e 66 minuti sui tablet.

Tutto questo ha un suo valore. Basti pensare che il mercato del commercio da dispositivi mobili vale 1,2 miliardi di € e raggiungerà quota 7 miliardi nel 2016. Ad oggi sono oltre 600 le startup nate grazie ai dispositivi mobili e le app. Non è una perdita di tempo, ma un'occasione per riemergere.

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