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Pubblicato da Kiro

Mark One, la stampante 3D che usa la fibra di carbonio

Quando lo scienziato Rager Bacon, nel 1958, stese dei filamenti di grafite su dei fogli, si accorse subito che una struttura del genere poteva avere delle implicazioni molto interessanti in vari ambiti. Ci lavorò su e nel 1969 nacque la prima produzione di fibra di carbonio. Un materiale leggero, facile da adattare e dalle proprietà incredibili: resistenza al fuoco, capace di resistere alle variazioni termiche e immune agli agenti chimici.

Oggi con la fibra di carbonio si costruiscono molte cose: si rivestono le automobili, si realizzano componenti di aerei, freni, filtri per il gas e molto altro. La fibra di carbonio è anche alla base della Mark One, la prima stampante 3D che usa proprio dei rotoli di fibra per costruire oggetti.

Nato dalla startup MarkForg3D, questa stampante riesce ad usare un materiale che risulta migliore della termoplastica ABS: precisamente è 20 volte più rigido e 5 volte più resistente, anche più dell'alluminio. Per alcune applicazioni pratiche, quindi, può diventare utilissimo.

Per permettere ai filamenti di fibra di carbonio di unirsi, si utilizza una maglia in alluminio sulla quale si arrotolano i vari strati di filamento che, strato dopo strato, portano alla forma finale.

Grande 575 x 360 x 322 millimetri, presenta una sezione principale trasparente e due bobine di filamento, che attivano uno strumento di precisione su una pedana mobile. Oltre alla fibra di carbonio, la Mark Onepermette di usare anche fibra di vetro, Kevlar, Naylon e PLA.

Essendo uno strumento di precisione per una nicchia particolare, ha un prezzo elevato per il settore: il modello base costa 4.999 dollari.

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