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Pubblicato da Kiro

Internet consuma energia elettrica, ecco qualche dato

Se ci fosse un settore nel quale mi si chiedesse di investire, quel settore sarebbe sicuramente quello dell'energia elettrica. Attualmente il mercato dei dispositivi elettronici attira molti investimenti, ma non dimentichiamo che è l'energia elettrica a far vivere quel mercato, così come fa vivere tanti altri settori.

Chi assiste a dei blackout energetici si renderà sicuramente conto che senza energia elettrica è un po' come tornare all'età della pietra: Internet si ferma, il computer non si accende e lo smartphone si avvia inesorabilmente verso l'inutilizzo a man mano che la batteria si esaurisce. In futuro potremmo avere bisogno di energia sempre di più.

Un problema non di poco conto considerando che attualmente la maggior parte dell'energia elettrica è generata da impianti inquinanti. In un solo secondo il Sole consuma più energia di quanta ne sia mai stata prodotta dall'uomo. I pannelli solari, però, al momento non riescono ad essere così efficienti da renderci completamente autonomi.

Secondo uno studio effettuato dall'Università di Melbourne (Australia), Internet avrà bisogno sempre di più di energia. La banda larga, le connessioni LTE, il WiFi e tutto ciò che ci consente di entrare nella rete consumerà sempre più.

Per l'esattezza entro il 2015 la tecnologia del cloud computing, che conserva on-line tutti i nostri dati per permetterci l'accesso da qualsiasi computer, vedrà aumentare i suoi consumi del 460% passando dai 9,2 terawattora del 2012 a 43 terawattora. Questo consumo farà passare gli attuali 6 milioni di tonnellate di CO2 nell'aria a 30 milioni di tonnellate: vale a dire che sarà come aggiungere sulle strade 4,9 milioni di auto.

Fortunatamente, come monitora Greenpeace, molte società stanno ricorrendo a fonti di energia rinnovabili. Sono in aumento la costruzione di centrali ad energia solare, di energia eolica e l'utilizzo di biogas per alimentare le industrie high-tech.

Se da un lato Internet ha permesso di abbattere meno alberi rendendo digitali moltissime pagine, speriamo che la sua crescita sia altrettanto positiva per la natura.

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