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Pubblicato da Kiro

La stampante 3D può stampare anche le batterie

Il campo delle batterie è uno dove si investe di più poiché bisognerà trovare, prima o poi, una soluzione al grande bisogno di autonomia dei dispositivi elettronici. I ricercatori in tutto il mondo sono alla ricerca di un metodo per costruire batterie più efficienti, piccole e potenti.

Probabilmente un giorno si arriverà alla costruzione di una piccola batteria in grado di fornire settimane e settimane di autonomia con una singola carica. Prima di arrivare a quel giorno, però, bisogna effettuare un passo alla volta per arrivare a delle soluzioni che ne incentivino il progresso.

Una di queste soluzioni è stata realizzata dalle università di Harvard e dell'Illinois mediante un procedimento preso a prestito dalle stampanti 3D. Questo tipo di tecnologia, infatti, utilizza dei filamenti di plastica per creare delle figure formate da più strati. Il sistema messo a punto dalle due università, invece, utilizza del materiale conduttivo.

Grazie degli ugelli speciali è possibile stampare filamenti sottili appena 30 micron per realizzare, strato dopo strato, delle batterie con tanto di catodo e anodo. Il risultato finale è una batteria agli ioni di litio, come quelle delle generazioni attuali.

I ricercatori hanno stabilito che la potenza ottenuta dalle unità realizzate mediante le stampanti 3D sono pari a quelle delle batterie presenti attualmente nei nostri smartphone. Una volta realizzata la struttura, infatti, di un reticolo è immerso all'interno di una cella che, alla fine dell'operazione, misurerà appena 1 mm.

L'obiettivo è l'utilizzo di questo sistema per costruire batterie dove sarebbe difficile integrarne una per via delle dimensioni. Stampare una batteria in un vestito, per esempio, potrebbe trasformare una maglia in una fonte di energia. Lo stesso meccanismo può essere applicato per i piccoli dispositivi.

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